Un’intuizione che cambiò la storia in tavola

L'invenzione del termine Dieta Mediterranea si deve allo scienziato americano Ancel Keys, lo stesso che nel 1942, in piena guerra mondiale, studiava la Razione K, base alimentare dell'esercito USA e che proprio dall'esperienza al seguito delle forze alleate pose le basi per uno studio che passò alla storia. A dispetto delle banalizzazioni salutistiche, bisogna considerare che dietro queste due spesso abusate parole, c'è il più grande studio epidemiologico mai condotto nel campo della Nutrizione: il Seven Countries Study che portò alla conclusione suffragata da poderosi riscontri scientifici che nell’area mediterranea si vive meglio e più a lungo.
Merito di Keys fu quello di legare al Mare Nostrum la parola greca δίαιτα (diaita): una felice intuizione, in quanto il termine, più che riferirsi a un ferreo regime nutrizionale, indica lo “stile di vita” nel suo complesso, quindi anche il cibo, dell'area mediterranea.
Egli si trasferì nel Cilento, a Pioppi, acquistando una casa in località da lui battezzata Minnelea, omaggio alla sua Minneapolis e alla vicina polis di Elea. Qui per 28 anni, studiò l'alimentazione locale e concluse che la “dieta mediterranea” favoriva la salute: tra le maggiori evidenze la scarsa incidenza di malattie coronariche metteva in relazione l'uso di olio d’oliva con il funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.