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Il respiro del sacro nel suono del folklore

Nel Cilento il sacro è nell'aria, insieme al profano. Qui, come un po' ovunque in Italia dal Medioevo in poi, ogni aspetto della vita comunitaria era legato a due centri di potere: quello politico-militare e quello religioso-spirituale. Se le architetture civili ci narrano l'evoluzione della società, quelle religiose e le annesse tradizioni e riti ancestrali ci danno un'idea molto chiara del rapporto in perenne evoluzione dell'uomo con il divino, o almeno con i suoi rappresentanti terreni. La centralità e capillarità, anche in campagna, di chiese e cappelle in ciascun borgo, molte delle quali visibili ancora oggi, è un segno evidente di come la vita fosse un tutt'uno con la tradizione religiosa. Ciò non a rappresentare un mondo di uomini pii e devoti, quanto piuttosto un diffuso senso del “sacro”, non sempre tanto distinguibile dall'esoterico. Per questa ragione passato e presente restano legati in modo indissolubile e ancora oggi le rievocazioni religiose mostrano simbolismi molto forti.